COPERTINA-LIVIO-GAIOCiao Livio, ma com'è che c'è Presegno sul tuo ultimo disco?

«Situazione nata quasi per caso, con la complicità dell'amico Mauro Zorzi, ti dirò che Presegno mi ha colpito per la sua locazione di non facile "accessibilità", un borgo dove il tempo sembra essersi fermato, un angolo di mondo da

 

gustare a ritmo lento insieme all'accoglienza e la disponibilità delle persone che vi ho trovato!
Gente semplice e schietta, intrisa ancora di quei valori difficilmente riscontrabili in altri luoghi! E questa difficile accessibilità può giocare, spero per molto tempo ancora, un ruolo determinante per il mantenimento di tradizioni che fanno di Presegno, un luogo di rara bellezza e genuinità!
L'idea di usare un angolo del vostro paesello per la copertina del mio lavoro è venuta da sé, sposandosi perfettamente col testo che dà il titolo al disco, abbracciando un mondo e uno stile di vita che altrove sta scomparendo e al quale cerco di rimanere aggrappato con tutte le mie forze!
Le mie origini alpine (mia Madre era originaria di Roncobello, un paesino simile al vostro nell'Alta Val Brembana) mi portano a vivere parte dell'anno, diciamo, in "alta quota" non per uno stile di vita fine a se stesso ma per necessità in quanto ho bisogno di respirare e nutrirmi dell'aria che avvolge questi luoghi, dove, come dice il grande Mauro Corona, non nevica "firmato", ambienti dove la semplicità e l'essenziale mi fanno sentire veramente a mio agio!
Anche l'uso del dialetto non è scelta stilistica ma bensì un modo di vita al quale appartengo e al quale voglio rimanere per sempre ancorato! Che tristezza sentire i giovani d'oggi esprimersi con frasi e slang che sanno di stelle e strisce ma non hanno nulla a che fare con le nostre origini, la nostra identità, la nostra storia e quella dei nostri avi!»
 
 
"Scarborough Fair" - Leslie Abbadini e Livio Gaio tratto da Se Regòrdi

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